Muratori a cottimo, stress e il rimedio della cocaina

 

Colazione per i muratori del bresciano. Caffè e cocaina.

Manovali dipendenti, ma soprattutto cottimisti nel Nord Italia. Uno su cinque fa uso quotidiano di cocaina. Tutta la settimana come carburante per lavorare e guadagnare di più; al sabato sera come incentivo per ballare tutta la notte. Completamente sballati.

Un muratore del quadrilatero del mattone (Brescia, Bergamo, Milano e Verona) può guadagnare fino a quattromila euro al mese. Gira con la sua Mercedes e a colazione, insieme al caffè, prende una striscia di cocaina.

Nelle centoventimila imprese censite nel Settentrione lavorano circa duecentomila muratori, inregola col contratto e in nero.

La pericolosa realtà del consumo di cocaina dilaga a macchia d'olio a causa della completa destrutturazione del settore edilizio (come afferma Francesco Cistari, segretario provinciale della CGIL). I ritmi di lavoro sono inumani. Il personale è fatto principalmente di giovani operai venuti dal meridione d'Italia o dall'est Europa. Tutti assetati di un riscatto; tutti in cerca di fortuna e di stabilità. Tutti con gli occhi sbarrati, inspiegabilmente entusiasti dei ritmi stressanti, perdono la fame, ma non la velocità nel produrre introiti alle loro aziende. Macchine fatte di carne.

L'altro lato della medaglia si registra negli incidenti sul lavoro che coinvolgono muratori che hanno assunto stupefacenti. Spesso non hanno nemmeno capi al di sopra. Quando ce li hanno, non è raro che i capi stessi facciano anche loro uso di cocaina. Non è una moda, ma un circolo vizioso. O sei dentro, o sei fuori. E spesso essere fuori vuol dire rendere di meno sul lavoro, laddove l'importante è fare il più possibile, anche se fatto male. I controlli d'altra parte non sono poi così insistenti. E sono queste le aziende che gonfiano le banche.

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In questo articolo si parla di: stress cocaina ritmi di lavoro incidenti sul lavoro
     
   
   
   
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