Social network: antistress o danno all’impresa?

 

Una ricerca effettuata sul mercato del lavoro russo dal portale di management recruiting Headhunter

Headhunter, Chicago, uno dei portali di reclutamento management più importanti del mondo, ha valutato l’uso di internet a fini non lavorativi nella giornata dei manager russi. I risultati sono abnormi. Pare che in media un manager dedichi 15 minuti alla lettura delle ultime notizie, 30 minuti a chattare e circa 50 minuti a vagare nei social network: l’azienda si vede così sottratto 1/5-1/6 del tempo lavorativo e le relazioni nel team di lavoro passano in secondo piano rispetto a quelle esterne.

I tentativi di arginare l’uso di Facebook e affini attraverso blocchi nei servizi internet aziendali (promossi nel 60% delle aziende russe) non hanno dato risultati perché, quand’anche sia possibile (e non è facile) prevedere tutti i siti visitabili dal pc aziendale,  di sicuro non si possono mettere analoghi muri sugli I-pad e sui smart phone di proprietà dei dipendenti.

Il fenomeno sembra dovuto a due fattori fondamentali. Il primo è un ormone, la ossitocina, che partecipa a regolare le dipendenze affettive: la ossitocina viene prodotta mentre siamo in compagnia di persone vicine, e ci spinge a frequentarle sempre più, a pena di cadere, si potrebbe dire, in crisi di astinenza. La ossicitina ‘usa’ tutti i mezzi per aiutare a rendere più strette le relazioni, tra cui i social network, ma quasi non entra in gioco in relazioni nuove o potenziali, e quindi non le promuove. 

Il secondo è lo stress lavoro correlato: il 70% degli intervistati, infatti, afferma di usare i social network per distrarsi e riposare la mente. Insomma, i social network sarebbero una sorta di antistress ed uno strumento per migliorare la efficienza lavorativa, soprattutto in presenza di lavori noiosi o poco coinvolgenti.

Il fenomeno è probabilmente un portato del prolungamento del tempo lavorativo, che notoriamente non ha limiti nei casi del manager, a scapito della vita privata. In questo senso, però, il social network partecipa a sottrarre il manager ad una reale vita relazionale, in cui possa incontrarsi con gli amici e i familiari e trascorrere tempo in un contesto completamente diverso dal lavoro.

Si è anche verificato che l’esclusione dei social network non porta una maggiore efficienza del lavoratore, che cerca altri modi di distrazione.

Esiste però una soluzione di un certo successo: la promozione di aree aziendali a cui si può accedere in qualsiasi momento dell’orario di lavoro e chiacchierare con i colleghi di fronte ad una tazza di te.

 

Fonte: HeadHunter. marzo 2012

     
   
   
   
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