La Svizzera preferisce lavorare

 

Sconfitti i sindacati che chiedevano l’allungamento delle ferie

Una sconfitta o una vittoria per il mondo del lavoro? Di fronte alla sempre maggiore consapevolezza dei danni provocati dallo stress lavoro-correlato, i sindacati svizzeri (e in particolare Travail Suisse) hanno promosso un referendum per alzare da 4 a 6 le settimane di vacanza. Dopo il no del governo (non scontato: si tratta dell’unico governo europeo composto in maggioranza da donne e quindi molto sensibile al problema del bilanciamento vita privata-vita lavorativa) i sindacati hanno incassato anche quello dei lavoratori: il 66,5% si è espresso contro.

Il motivo più probabile è la convinzione che per superare la crisi serva più lavoro e non più ferie. Ha giocato molto, infatti, l’argomento della perdita di competitività delle imprese svizzere. Il lavoratore si sente centrale nel ciclo produttivo, a differenza, per esempio, di quello che comunemente avviene in Italia.

Già in passato i lavoratori svizzeri hanno bocciato analoghe proposte dei sindacati: nel 1985 e nel 2002 era stata proposta, infatti, la diminuzione dell’orario di lavoro settimanale.

Una lezione anche per l’Italia e i timori sull’articolo 18?

     
   
   
   
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