Guariniello: la posizione dello RSPP nella valutazione del rischio stress

 

Raffaele Guariniello, coordinatore del pool di magistrati della Procura di Torino, è stato il primo magistrato italiano a promuovere una azione legale contro aziende che non avevano adeguatamente valutato il rischio stress lavoro correlato. Mettiamo in luce i punti più importanti da una recente intervista

Responsabilità RSPP

Il primo punto è che il responsabile del Servizio non è un delegato del datore di lavoro e quindi non si

sostituisce al datore di lavoro. Il secondo punto è relativo al fatto che nello svolgimento dei suoi compiti (…) il Responsabile del Servizio incorre in responsabilità in infortuni sul lavoro qualora abbia dato un suggerimento sbagliato e abbia omesso di segnalare una situazione di rischio e (…) ciò sia una concausa dell’infortunio”…

 

Qualità delle ordinarie valutazioni rischio stress

… “mi sembra complessivamente di rilevare l’esigenza di un’adeguata e più approfondita valutazione di questo rischio. Per questo scopo bisogna adottare delle metodologie che siano realmente adeguate al fine che si propone il legislatore. Noi non accettiamo degli adempimenti che siamo meramente burocratici e formali, devono essere adempimenti sostanziali”…

 

Data di svolgimento dell’obbligo di valutazione (entro il 31.12.2010 o dopo il 31.12.2010)

“Questa era stata una tesi (l’idea che il termine fosse relativo al solo avvio, ndr) sostenuta dal Ministero del Lavoro in una sua circolare, ma si tratta di una tesi del tutto priva di fondamento (…). Una circolare non può modificare quello che è scritto in una legge”…

 

Effetti dell’articolo 14 del decreto Semplificazioni (DL n.5 9/02/2012)

Noi abbiamo delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro molto avanzate. (…) una grave carenza nel nostro paese è quella costituita dai controlli. I controlli vuoi degli organi di vigilanza, vuoi dell’autorità giudiziaria sono a mio parere ancora insufficienti. Quindi semmai quello che bisogna fare non è diminuire i controlli, ma proprio il contrario: intensificare i controlli. Almeno se l’obiettivo deve essere quello di abbattere questo alto numero di infortuni sul lavoro (…). L’articolo 14, di cui si parla, fa riferimento alla emanazione di regolamenti. Mi rifiuto di pensare che un governo attento alle regole come il governo Monti possa intraprendere una strada che conduce alla riduzione dei controlli atti a tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro.”

 

 

Fonte: Tiziano Menduto / Punto Sicuro, 13 marzo 2012