Negligenza ingiustificabile. La Renault condannata per il suicidio di un suo ingegnere.

 

PARIGI. Il 7 gennaio 2010 il Tribunale di sicurezza di Nanterre ha accusato la casa automobilistica francese di essere responsabile della morte di un suo dipendente suicida a causa dello stress dovuto ai turni di lavoro troppo duri e agli orari di permanenza in azienda imposti.

I sistemi manageriali sembrano diventare sempre più aggressivi in territorio francese. Già tempo addietro altri tre dipendenti del reparto progettazione di Renault si uccisero, a detta dei sindacati, perchè troppo gravati dalle condizioni di lavoro e dai trattamenti degradanti cui erano sottoposti.

Il 17 dicembre 2009 l'APcom descriveva così i dettagli e la cronologia del catastrofico evento: Antonio B., ingegnere informatico di 39 anni, si era gettato dal quinto piano dell'edificio principale del Technocentre di Renault a Guyancourt, nell'Yvelines il 20 ottobre 2006. Secondo la sentenza del tribunale di Sicurezza sociale (Tass) di Nanterre, "la società Renault avrebbe dovuto essere consapevole del pericolo al quale (Antonio B.) era esposto nell'ambito della sua attività professionale" e "non ha preso le misure necessarie per proteggere il suo dipendente dai rischi in cui incorreva". Fra fine 2006 e inizio 2007, tre dipendenti di Technocentre si sono tolti la vita. "Mi sento immensamente sollevata, è una grande soddisfazione dopo più di tre anni di battaglie", ha dichiarato all'Afp la vedova, Sylvie T. "Mio marito per raggiungere gli obiettivi che gli avevano fissato, lavorava tutte le sere, tutte le notti, tutti i week-end, negli ultimi mesi dormiva solo due ore per notte e mi diceva continuamente che comunque non ci sarebbe mai riuscito", ha raccontato ancora la donna. Il tribunale ha fissato al massimo la indennità accordata alla vedova e al figlio minore e ha condannato Renault a versare loro un euro per "loro pregiudizio morale". Renault ha un mese per fare appello. "Esamineremo in dettaglio il dossier. Pensavamo di aver provato che non c'erano elementi che potessero far parlare di 'errore ingiustificabile'. Il giudice non ha pensato che fosse così", ha dichiarato all'Afp la direzione di Renault. Dopo una serie di recenti suicidi a France Telecom, il ministero del Lavoro francese che ha recentemente chiesto ai grandi gruppi di negoziare sullo stresa sul posto di lavoro, non ha voluto commentare la decisione della magistratura.

Ma la serie preoccupante di suicidi ha già spinto l'azienda a riorganizzare radicalmente i propri centri ingegneristici, riducendo l'orario di lavoro e istruendo il personale su come individuare i colleghi in difficoltà. Lo stesso amministratore delegato Carlos Ghosn, durante un'assemblea generale, ha ammesso che tra i dipendenti di Guyancourt si registravano "tensioni oggettivamente molto forti" e che sarebbe necessario "identificare le situazioni nelle quali i collaboratori sono lasciati soli di fronte ai problemi" (fonte INAIL).